Il piacere di Gabriele D'Annunzio

Il decadentismo in Italia inizia da qui. Da qui inizia pure ciò che poi passerà alla storia con il termine "dannunzianismo". Siamo davanti ad una svolta letteraria che  fu accolta fra mille polemiche e critiche ma che comunque decretava il grande successo: D'Annunzio fu accusato di immoralismo ed i suoi personaggi scandalizzavano la società contemporanea eppure l'arte, la poesia, la bellezza raffinata che traspare da queste pagine era innegabile allora come oggi. Il suo linguaggio è ricercato, musicale, metrico come una poesia.

 

I personaggi sono ben delineati e le descrizioni sono prosaiche ; lo stile narrativo è all'avanguardia con l'uso di flashback, diari e analogie. L'aspetto umano propende per il puro conseguimento del piacere estetico e della carne, da cui non riesce a sottrarsi il protagonista di questo libro pure quando  la sua condotta lo trascinerà ad azioni irrazionali ed immancabilmente contrarie al perbenismo. È questo il decadentismo ed il nostro protagonista (anche un po autobiografico) è l'antieroe per eccellenza, quel superuomo di cui già si parlava in Europa. 

TRAMA

Andrea Sperelli è un aristocratico dai modi raffinati, amante dell'arte e di tutta la bellezza in genere, dedito ai salotti e alle relazioni amorose. Incapace di fare una scelta tra la bella e nobile Elena e la bella e ricca Maria la sua anima sarà tormentata finché il destino farà il suo corso per ritrovarsi solo, fra gente popolana che calpesta ogni valore estetico tanto caro all'aristocrazia. 






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